Future of work| HR trend 2021

Productive & Human: così Alessandro Rimassa, imprenditore e fondatore del Radical HR Club, riassume la sfida – e in essa la straordinaria possibilità - che gli HR leader sono chiamati ad affrontare nell’immediato futuro. Nel suo intervento di apertura all’evento Zucchetti «HR! Human Revolution» dello scorso 10 giugno, Rimassa ci ha raccontato il suo punto di vista sui trend del future of work destinati a rivoluzionare il mondo HR.

Che la funzione HR sia sempre più protagonista dei processi di business è un dato di fatto: se il successo di un’impresa è legato alle capacità e al contributo delle persone, infatti, un’impresa di successo non può che essere people centric.

Da qui la straordinaria importanza di un HR Management inclusivo ed etico, che prediliga le relazioni basate su trasparenza e fiducia ad un modello di tipo “Command and Control”; un management virtuoso, dunque, come leva per l’engagement e la responsabilizzazione delle persone e, in definitiva, per favorire la crescita delle aziende. Nel 2021 i concetti di wellbeing e people caring si confermano dunque tra i punti focali di una strategia lungimirante in grado di portare i talenti a bordo delle imprese e migliorare, attraverso le persone, i risultati del business.

Udite udite!

Parlando di benessere delle persone il primo e più importante elemento da considerare è e rimane l’ascolto. Dimenticate però le vecchie analisi del clima, da ripetersi con cadenza annuale - nei casi migliori semestrale…- la parola d’ordine è continuous feedback: l’ascolto diventa quotidiano e genera una reale comprensione delle persone.

Da incontro sporadico ad appuntamento costante, un confronto sistematico che nasce dalla necessità di definire obiettivi a breve termine e mettere in atto azioni e micro-azioni in tempo reale, che contribuiscano a costruire un ponte tra engagement e performance.

Qual è il ruolo della tecnologia a sostegno del continuous feedback? 

Le piattaforme di continuous feedback evolute – applicazioni rigorosamente web e in tecnologia mobile first - sfruttano l’intelligenza artificiale e i principi delle neuroscienze per misurare il coinvolgimento e il sentiment su base continua, con sondaggi personalizzati e feedback anonimi, sentiment analysis per l’analisi semantica dei feedback, strumenti di stress index, engagement index e turnover, previsioni di performance con analisi predittive basate su indicatori chiave.

Queste applicazioni riprendono alcune caratteristiche proprie dei social media, dove il confronto tra i membri rappresenta un meccanismo virale e dove ad un’azione corrisponde una reazione immediata della community ed è prevista la possibilità di esprimere valutazioni in un ecosistema di intrattenimento e disimpegno. In un contesto aziendale cambiano logiche ed obiettivi, ma restano inalterate alcune caratteristiche: design semplice e accattivante, architettura smart, rapidità di utilizzo.

L’ufficio del futuro: ridisegnare il workspace tra spazi fisici e virtuali

La riorganizzazione delle modalità e degli spazi di lavoro è un tema sulla scrivania di ogni HR Manager.

Le nuove forme di lavoro – indubbiamente destinate a trovare maggior ampiezza nell’immediato futuro - e il contesto sempre più digital entro il quale ci muoviamo, impongono una riflessione su come ripensare il luogo di lavoro, che diventa una somma di uffici fisici e uffici virtuali.

Considerando che l’80% della popolazione mondiale svolge lavori che in teoria non possono essere fatti da remoto e anche chi lavora da casa ha bisogno di momenti in ufficio per mantenere alta la produttività, le sfide che ci troviamo di fronte sono:

  • Ripensare i lavori
  • Ridisegnare gli uffici

Il remote working è la modalità ideale per le attività che richiedono concentrazione e lavoro mirato per obiettivi, di contro gli spazi fisici verranno sempre più utilizzati per meeting con i clienti, sessioni di brainstorming e riunioni di progetto, trasformandosi progressivamente in veri e propri hub di esperienze, progettati per la condivisione e l’incontro.

Tutto giusto? Forse. Anche in questo caso è necessario ricorrere alla capacità di ascolto e porre attenzione alle diversità: tutti i nostri collaboratori vivono in un contesto ideale per il lavoro agile? Magari alcune persone non dispongono, nella loro abitazione, di uno spazio adeguato in cui concentrarsi, ci sono figli piccoli o altre esigenze soggettive che mal si conciliano con lo smart working.

Altro elemento chiave da non dimenticare è lo scambio informale e spontaneo (la macchinetta del caffè, le chiacchiere in corridoio…), la cui assenza ha generato un vuoto e, in alcuni, un certo senso di isolamento, che il ritorno in ufficio può e deve colmare, nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza.

Qual è il ruolo della tecnologia nel ripensare il workspace?

Eccoci alle prese con un concetto cardine dell’innovazione tecnologica, un vero e proprio mantra per gli addetti ai lavori, parliamo infatti di digitalizzazione.
Fare digital transformation in ambito HR significa, in sintesi, consentire alle persone un accesso continuo ai dati e alle informazioni,accesso che deve essere garantito sempre, in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo – desktop e mobile - in maniera rapida, razionale e sicura. Tutti i servizi, le informazioni, gli employee self service per i collaboratori saranno quindi disponibili online e sempre disponibili.

E ancora: per supportare le aziende nella riorganizzazione degli spazi di lavoro la tecnologia si conferma fattore di competitività con le nuove soluzioni software in grado di semplificare i processi di prenotazione, assegnazione e tracciamento degli asset, fino ad arrivare all’analisi del rapporto costo/utilizzo degli spazi.

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